19 luglio
Krak des Chevaliers - Kizkalesi ( Turchia) circa 630 km.
La mattina ci sveglia il sole, che filtra dalle tende. Indugiamo a letto fino alle 7,45, poi ci diamo una mossa, carichiamo l'Adventure e ci concediamo un'abbondante colazione.
Decidiamo di ripassare davanti al castello per riprenderlo con il sole. Arrivati ad un paio di km. ci fermiamo ai bordi di una stradina, ai margini di un villaggio e, mentre io riprendo con la videocamera, Knut scatta alcune foto. In quel momento ci sentiamo chiamare, ci giriamo e... non senza sorpresa ci rendiamo conto che siamo noi ad essere fotografati e ripresi da un gruppo di turisti locali! Sorridiamo ed accettiamo di buon grado... poi ripartiamo salutati da sorrisi e grandi cenni di saluto.
A mano a mano che si scende verso Tartus ed il mare l'aria si fa sempre più umida e alle 9 fa già caldo. L'autostrada è scorrevole e in breve tempo arriviamo a Latakia, dove termina l'autostrada. Da lì ci sono solo una sessantina di km. fino al confine turco. Impieghiamo un po' ad attraversare la città, poi però, imboccata la stradan° 1 in direzione Kassab, si procede bene. E' una bella strada panoramica che, dopo circa 28/30 km. costeggia un bellissimo lago e poi s'inerpica tra montagne coperte da foreste e pinete. L'aria è piacevolmente fresca e, raggiunta la frontiera, riusciamo a disbrigare le formalità in un'oretta. Ci fermiamo pochi chilometri dopo l'ingresso in Turchia, in un'area attrezzata per il pic-nic, in mezzo ad una pineta. Peccato non ci sia la possibilità di acquistare qualcosa da mangiare e da bere perchè ci saremmo fermati volentieri un po'! Proseguiamo quindi la strada negli Ziyaret Dagi ( Monti Ziyaret) immersi nell'intenso profumo resinoso dei boschi. Superata Antakya ad Iskenderun imbocchiamo l'autostrada. Ci fermiamo ad un autogrill quando sono ormai le 13,30 circa perchè stiamo morendo di fame e di sete!! Ormai fa molto caldo ed è piacevole raffreddarsi un po' in un ambiente climatizzato! Poi ripartiamo perchè abbiamo deciso di arrivare a Kizkalesi, dove conosciamo un posticino che unisce una calda accoglienza e un'ottima cucina ad buon prezzo. L'autostrada a quell'ora è pressochè deserta, percorriamo una decina di km. quando vedo con orrore la videocamera schizzare via dal casco di Knut. Gli urlo nell'interfono di fermarsi e lui, data una rapida occhiata alle spalle, vira sulla corsia d'emergenza, scende al volo dalla moto e corre a recuperare il pezzo che giaceva in mezzo all'autostrada. In quel momento sopraggiunge un tir che, per fortuna,rallenta e schiva la videocamera. Subito dopo Knut la recupera: è intatta! Manca però la scheda di memoria. Io sono terrea per la paura mentre, dalla moto, urlo invano al mio compagno di lasciar perdere, che è pericoloso! Lui invece, caparbio, continua a procedere sul bordo della corsia d'emergenza prima e in mezzo ai guard rail poi, finchè... la ritrova!! Esultante torna da me che sono...sull'orlo di una crisi di nervi per l'apprensione. Rimessi insieme i pezzi ripartiamo e ci fermeremo solo una volta giunti a destinazione: Pansyon Yaka a Kizkalesi.
Quella sera, mentre facciamo onore alla squisita cena, nel giardino di melograni e ibiscus, ripercorriamo le emozioni vissute; è allora che decidiamo di fermarci lì per un' intera giornata, che dedicheremo al mare e al relax!
20 luglio Kizkalesi
Oggi sveglia alle 8,30; pigra colazione in giardino, all'ombra, perchè il caldo-umido è già notevole!
Poi inforchiamo la moto, in calzoni corti e t-shirt, allacciamo i caschi e via...Lasciamo l'affollata Kizkalesi e andiamo in esplorazione lungo la costa, percorrendo stradine e viottoli per cercare un posto tranquillo, dove fare il bagno. Pochi chilometri ed imbocchiamo la vecchia strada costiera, un po' malridotta, e, superato un villaggio, arriviamo all'ingresso di un Milli Park. Paghiamo una cifra bassissima e passiamo oltre la sbarra. Il guardiano ci dice che possiamo prendere una strada qualunque (non asfaltata) e fermarci dove vogliamo, si arriva al mare da ciascuna pista.
Incerti ci dirigiamo a sinistra, oltre alcune casette in riva al mare, e proseguiamo verso una pineta, oltre la quale si staglia la bianca parete di una scogliera. Parcheggiamo, smontiamo e, mentre Knut scatta alcune istantanee, io mi avvio verso la scogliera, cercando un punto adatto. E' allora che noto diversi cocci di bottiglia sparpagliati qua e là, poi rifiuti un po' ovunque...che peccato! La magia del posto è svanita! inoltre non ci sono varchi per arrivare alla bianca parete di tufo, a picco sul mare. Delusi riprendiamo l'Adventure e torniamo indietro. Imbocchiamo un'altra stradina che, dopo un po', s'inerpica sulla collina. Siamo in una bella pineta; proseguiamo sino ad arrivare ad un punto in cui sono parcheggiati diversi veicoli. Ci fermiamo anche noi e scendiamo il pendio. All'ombra dei pini diverse famiglie hanno steso coperte e asciugamani, altri hanno allestito il necessario per un barbecue...Pochi metri e raggiungiamo gli scogli...l'acqua assume varie tonalità, dal turchese al verde smeraldo. Non indugiamo oltre, ci liberiamo di scarpe ed indumenti e Knut si tuffa subito, mentre io cerco il punto giusto...Osservo che sono l'unica rappresentante di sesso femminile( ma dove stanno le donne?) e che lo scoglio si sta riempiendo di giovani e ragazzini. Arrivano di corsa, si tuffano in acqua e risalgono, passando da un'apertura circolare al centro. Mi sfiorano di continuo e mi invitano a tuffarmi. Io esito, mi sento un po' a disagio, finchè mi decido e...SPLASH entro in acqua anch'io, con un bel tuffo da ranocchia!
Si sta bene a mollo, ma, dopo un po', decidiamo di asciugarci e proseguire alla ricerca di un luogo meno affollato. Risaliamo in moto, arriviamo al termine della strada e proseguiamo su di un sentiero tra gli alberi e i sassi finchè, dopo aver superato il promontorio, arriviamo ad un'altra baia. Lì ci sono un bar, su una minuscola spiaggia, e un chiosco che dispongono di sdraio ed ombrelloni. Inutile dire che parcheggiamo. Scegliamo il secondo, con le sdraio e gli ombrelloni su piatti scogli, perchè è più semplice e ci sono solo poche persone. Passiamo alcune ore di assoluto relax, tra bagni e letture, fino al tardo pomeriggio. Poi ritorniamo a Kizkalesi, doccia e un po' di frescura, mentre programmiamo la tappa del giorno dopo. Dopo cena facciamo quattro passi, prima sul lungomare: aiutoo! Troppa gente e troppa afa...poi lungo la strada principale, dove si susseguono vari negozi, ristoranti e... le bancarelle di un mercato. Alle 22,30 rientriamo in albergo, grondanti di sudore, e accendiamo immediatamente il condizionatore: non ci sembra vero di poterci rinfrescare con l'aria condizionata!
21 luglio
Kizkalesi- Side (km. 367 circa)
Alle 8,30 siamo già in sella, dopo aver salutato il simpatico proprietario della pensione ed esserci rimpinzati con l'ottima colazione. Facciamo il pieno (la benzina verde è più cara che in Italia) e partiamo con l'intenzione di pernottare dopo Alanya. Superata Silifke la statale 400 segue la costa
ed è tutto un susseguirsi di panorami mozzafiato, un magnifico percorso tutto curve, tra fitti boschi e continui saliscendi; insomma la gioia del motociclista! Peccato che, essendo l'unica strada, è piuttosto trafficata e spesso ci si asfissia dietro lentissimi camion, esalanti fumi neri come l'inchiostro. Ogni tanto, quando la strada curva verso il mare e c'è la possibilità, ci fermiamo ad ammirare il panorama e a scattare foto. Fortunatamente incontriamo pochi lavori in corso, ma qualcuno sì e allora si fa un bel pieno di polvere... Ci fermiamo dopo Mellec, ad un ristorante che conosciamo, dove si mangia bene a poco prezzo. E' poco dopo il cartello, dove la strada fa una curva. Non fermatevi al primo, ma a quello dopo, un po' sopraelevato, con una grandissima terrazza ombreggiata da enormi Ficus Robustus.36°02'38.99"N, 32°41'04,31E Prima scendiamo alla spiaggetta di ciottoli per un tuffo veloce. Poi saliamo, parcheggiamo la nostra bestia all'ombra, e ci stravacchiamo sotto l'ombra del più grosso Robustus mai visto. Ordiniamo antipasto di mare e pesce del giorno e ci rilassiamo. Più in là, ad un grande tavolo, due donne mondano della verdura, il capo coperto da foulard colorati, mentre due bambini si rincorrono tra i fiori... che pace! Terminato il pasto rimaniamo a goderci la serenità del luogo, guardando lo spicchio azzurro del mare, giù in fondo, mentre le cicale ci assordano con il loro frinire. Potessimo fermarci qui lo faremmo, ma non hanno camere. Perciò ci alziamo, ci bardiamo nuovamente con le nostre armature ( per fortuna solo le giacchette traforate con protezioni, Motoinfinito) e ripartiamo nel caldo delle 14,30. Dopo un'ora abbondante superiamo Alanya e iniziamo a cercare un posto per la notte in un luogo che è un unico susseguirsi di hotel. Andiamo su e giù parecchie volte, da un lato all'altro della statale, ma non troviamo nulla. Avviliti e abbruttiti dal caldo decidiamo di provare a Side. Si rivelerà un'ottima scelta. Arriviamo, non senza fatica per via di divieti ed aree pedonali, nella parte vecchia del villaggio. E' molto turistico, ma bello e ben tenuto. Percorriamo una via colonnata e sfiliamo davanti al teatro: bellissimo! Fatichiamo a trovare l'albergo, scelto sfogliando la Lonely, l' hotel Lale Park, e quando lo raggiungiamo ci informano di essere al completo! Mentre sfoglio la guida, Knut nota
sull'altro lato della stradina due semplici motel. Entriamo a chiedere una camera a Selen Motel 36°45'58,31N 31°23'26,75E .La proprietaria parla solo turco così si fa aiutare da un'ospite, che parla tedesco. Alla fine non è difficile intendersi e prendiamo una camera; è piccola, ma pulitissima, con aria condizionata e bagno; dalla balconata su cui affaccia la stanza si gode pure la vista del mare. Cosa volere di più? Ci sistemiamo, facciamo la doccia e verso le 18,00 usciamo ad esplorare il luogo. Sul lungomare ci sediamo ai tavolini di un bar e ci beviamo due belle birre gelate. Poi proseguiamo sino al Tempio di Apollo, proprio prospicente il mare.
Scattiamo diverse istantanee, poi, seduti su uno scoglio,attendiamo il tramonto. Più tardi ceniamo, discretamente, al Soundwaves restaurant. Infine ci godiamo la serata, vagando su e giù per le viuzze lastricate, curiosando tra le merci dei numerosi negozietti. Compro un piccolo complemento d'arredo, in legno intarsiato e nelle tinte calde che richiamano i colori della mia sala. Infine, soddisfatti e stanchi, ci ritiriamo per la notte.
22 luglio
Side- Kalkan (295 Km. circa)
Sveglia presto questa mattina, Knut carica le borse sulla moto mentre io controllo di non avere lasciato niente in camera. Sono le 7,30, un po' presto per fare colazione, quindi usciamo per una passeggiata sul lungomare. Arriviamo fino all'Agorà, non è rimasto molto... l'aria del mattino è comunque calda e profumata...placidamente torniamo sui nostri passi... sentiamo un certo languorino! Tornati alla pensione vediamo che dormono ancora tutti nonostante siano le 8, 15! A quel punto decidiamo di bussare ad una porta finchè appare un uomo, assonnato, al quale facciamo capire che desideriamo fare colazione e poi partire...dopo una decina di minuti finalmente appare la proprietaria con cui abbiamo parlato il giuorno prima; c'è stato un fraintendimento...la colazione è compresa per coloro che sono in pensione! Al nostro stupore ci fa segno di sederci e in pochi minuti ci allestisce un'ottima colazione, comprensiva di omelettes, pomodori, frutta, pane, formaggio... Fin troppo! Dopo esserci rimpinzati ben bene, paghiamo la modesta cifra pattuita e ci avviamo all'inizio del villaggio per visitare il teatro ed ammirare la bella via colonnata. Ripartiamo dopo un'ora circa, quando il caldo si fa già sentire, in direzione di Antalya. Impieghiamo un po' a superarla per via del traffico e delle inevitabili deviazioni per lavori. Fa sempre più caldo, perciò sostiamo lungo la strada, all'altezza del bivio per Cirali, ad un chiosco immerso nel verde, per ristorarci con 2 cay e una bottiglia d'acqua. A distanza di soli due anni notiamo che la costruzione della nuova strada procede velocemente e con essa, purtroppo, sorgono anche nuovi insediamenti turistici...che peccato! Riprendiamo il viaggio, oltrepassiamo Kumluca e Finike, poi la strada costeggia il mare, si susseguono diverse piccole baie, dove l'acqua color smeraldo ci lancia il suo invito... e ci fermiamo (Gok Liman): c'è solo un ristorante sulla spiaggia, attrezzata con 2 file di sdraio e ombrelloni. Mangiamo dell'ottimo pesce,
sorseggiando un fresco bianco secco locale...dopo non resta che stendersi, all'ombra!!, e tuffarsi in mare. Riprendiamo la strada dopo un paio d'ore, ormai non manca molto a Kalkan, la nostra meta. Percorriamo l'ottantina di chilometri rimanenti con calma, occhieggiando la costa, il mare le isole greche così vicine...e giungiamo alla meta intorno alle 16,00. Ci dirigiamo senza esitazione alla nota pensione e... troviamo un sacco di veicoli parcheggiati. Attimo di panico, smonto dalla moto al volo e...ci viene incontro il buon oste che ci riconosce, nonostante la nuova moto, e sorridendo ci invita sotto il pergolato. Ha ancora una sola stanza rimasta e ce la dà. E' una camera molto spartana, ma pulita, con climatizzatore e bagno. E' la stessa delle volte precedenti e la fermiamo per tre notti. Siamo arrivati appena in tempo perchè, 5 minuti dopo, una famiglia turca viene a chiedere 2 camere!
trascorriamo il resto del pomeriggio alla bellissima spiaggia di Kaputas. Ceniamo, bene, sulla terrazza sul tetto del ristorante Ali Baba Lokantasi.
23 luglio
Kalkan
Il giorno dopo decidiamo di esplorare un po' l'interno. Percorriamo una stradina che si diparte dalla statale, all'uscita del paese, in direzione Kumluca, ma girando prima della curva. E' un bel percorso, che s'inoltra in montagna, per svariati kilometri, in un paesaggio selvaggio, in direzione di Bezirgan. Si attraversa il villaggio, rurale, dove ancora si possono osservare le donne, in gruppi sulle aie intente a battere il grano, ragazzini che cavalcano asini carichi e uomini intenti a...chiacchierare bevendo del cay. Dopo il borgo la stradina sbuca su un'arteria maggiore, imboccata la quale procediamo verso Kas. Sostiamo in quota, su uno spiazzo, per ammirare il panorama splendido: giù in basso luccica il mare costellato di isole e isolotti; lontano, a destra, il promontorio dietro il quale c'è Kalkan, mentre a sinistra si staglia il paese di Kas.